Le "macchine" nella musica.

Cosa ha plasmato la musica dagli anni 30 del novecento a oggi.

3/21/2026

a close up of a control panel with buttons
a close up of a control panel with buttons

Sono sempre stato curioso di capire cosa c'è dietro alla realizazione e sporatutto alla registrazione della musica.

Mi ha sorpreso molto e appassionato capire che non basta collegare un mixer e premere il tasto rec del registratore per realizare un brano musicale o un prodotto audio come un podcasat.

Quello che c'è dietro le quinte per realizzare un prodotto audio di qualità è molto sorprendente. I limiti tecnici e del nostro udito hanno imposto a creare delle attrezzature molto complesse per risolvere vari problemi audio che sono presenti ancora oggi nel mondo dell'ascolto e del'audio recording.

Per capirci Inanzitutto vi devo spiegare in parole semplici che cosè la dinamica nell'audio.

Sono i cambi di volume!

A volte sono morbidi e graduali, quindi piacevoli.

Però da molto fastidio quando sopratutto ascoltiamo qualcosa di registrato, sentire uno che sussurra al microfono e poi all'improvviso si mette a urlare. Lo sbalzo di volume e tale che dobbiamo scomodarci per abassare il volume oppure per alzarlo quando di nuovo si mette a sussurrare. E se facciamo un esempio: Nel nostro cellulare se non basta il volume per sentire quello che sussurra come facciamo? Appoggiamo le orecchie al cellulre? Che fastidio.

Quindi la azienda tedesca Telefunken già negli ormai antichi anni 30 del novecento, ha inventato il processore di dinamica, oppure più comunamente chiamato compressore audio. Il compressore è in grado di gonfiare le gomme... No scherzo :D. E' Una macchina elettronica analogica che è in grado, sempre detto in parole semplici, alzare e abassare il volume in modo automatico. Così da livellare il segnale e permettere un ascolto meno stancante per l'orecchio umano.

Questo compressore è uno dei tanti macchinari che servono per lavorare il segnale audio, uno molto simile, ma che svolge un lavoro completamente diverso è il Gate o Expander, uno strumento in grado di tagliare o attennuare il volume solo a una determinata soglia. Cioè per esempio è in graodo di cancellare il rumore di fondo quando la fonte che stiamo registrando è silente, quindi avremo una sensazione di una pulizia e qualità audio migliore.

Oltre a questo avrete sicuremente sentito dire dell'equalizzatore. Posso dirvi che non serve solo per alzare o abassare gli alti o i bassi. Ma in una situazione dove molti strumenti vengono registrati, come quando si registra una band che suona, lequalizzatore serve per spartire in modo appunto equo le *frequenze di ogni strumento per evitare che si accavallano cancellandosi a vicenda.

Per fare un esempio pratico se la chitarra ha troppi bassi quasi sicuramente andrà a cancellare il basso, appunto quindi con l'equalizzatore si riesce a far spazio a tutti.

Ormai ai giorni nostri queste macchine stanno venendo sempre di più sostituite dai moderni Plug-In, in pratica delle estensioni del softwere di registrazione in grado di emulare il funzionamento di questi ormai antichi sistemi che comunque rimangono ancora in voga per molti musicisti e produttori apassionati che vogliono una registrazione ancora con il "calore analogico". Per certi versi l'utilizzo delle schede analogiche me meglio chiamate in inglese outboard (potete osservare un rack di outboard nella immagine sovrastante), sopratutto quelli con la qualità molto alta rimane ancora il top per la registrazione audio dando una profondità di ascolto maggiore. Una macchina analogica non degrada mai il suono, al massimo lo modifica quindi il prodotto audio finito è più come dire concedetimi la parola "resistente". Si ecco resiste di più a quelle elaborazioni, sopratutto quelle digitali aggressive dei moderni apparati bluetooth che processano ulteriormente il suono rendendo l'audio che ascoltiamo più stancante e meno piacevole da ascoltatare, perciò sarà molto difficile per un ascoltatore medio riuscire ad arrivare alla fine di un Albun "inciso" con le moderne tecnologie digitali, sopratutto se si utilizzano plug-in di bassa quaslità.

Tutto questo l'ho vissuto personalmente, molti libri e scuole di pensiero possono dire anche il contrario, ma con la mia cassa Bluetooth le canzoni di DeAndrè rimangono sempre piacevoli da ascoltare anche 2 o 3 volte. Invece quelle di Marco Masini un pò meno. :D

Grazie per aver letto questo mio diario personale di come ho scoperto e sopratutto capito (a modo mio) questo fantastico mondo della "industria" musicale.

Prossimamente magari parleremo della saturazione dell'audio e di come viene gestita. Per ora vi rimando agli altri articoli, spero che li troverete interessanti e ben collegati tra loro.

Ancora Grazie e alla prossima.

*Frequenze: AI Overview

Nell'audio, le frequenze rappresentano la velocità di vibrazione di un'onda sonora, misurata in Hertz (Hz) o cicli al secondo. Determinano l'altezza del suono: frequenze basse producono suoni gravi (bassi), frequenze alte producono suoni acuti. L'udito umano percepisce un range standard tra 20 Hz e 20.000 Hz (20 kHz).